giovedì 15 febbraio 2007

Buoni e cattivi

I "buoni" di quest'inizio d'anno musicale sono Damon Albarn & co., alias The Good, The Bad and The Queen. La citazione del solo Albarn è voluta, visto che bastano pochi ascolti per capire quanto dietro questo progetto ci sia al 90% la sua florida mente. Merita comunque una citazione il mitico Paul Simonon, che godrà del rispetto eterno per quanto fatto nei Clash che furono, ma trova modo in questo disco di far valere la sua personalità, con un suono di basso sopra le righe, spesso in primo piano e profondissimo. Che dire del disco, se non che sa essere tremendamente affascinante, che suona classicamente pop, che è fuori dai tempi senza essere anacronistico. La prime cinque tracce sono qualcosa di eccezionale, nella seconda parte si avverte poi una piccola flessione, prontamente spazzata via dal colpo di coda della title-track finale.


I "cattivi" sono invece i (da me) più applauditi del 2005: Clap Your Hands Say Yeah. Il secondo capitolo della loro storia non mi sta convincendo per nulla; gli concederò ancora qualche occasione, visto che almeno un minimo questo "Some Loud Thunder" si sta riprendendo rispetto ai primi ascolti, ma la sensazione rimane la stessa: che le vette del loro esordio omonimo restino irraggiungibili. Troppo immediato e contemporaneamente longevo il precedente, troppo magico il flusso omogeneo di quelle 12 tracce. Quella che sembra andata persa, non so se per caso o per precisa scelta stilistica (il beffardo lo-fi della prima traccia potrebbe far pensare a qualche coraggiosa presa di posizione anti-commerciale), è la loro comunicatività spontanea, smarrita ora dentro un'eccessiva introversione.

sabato 10 febbraio 2007

Fea de Manea

Fea de Manea non si può spiegare, è uno stile di vita.